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Storia ed origine delle Langhe

Se condo la tradizione il termine langa indica la particolare cresta assottigliata delle colline che disegnano quest’qangolo di Piemonte, chiuso dall’Appennino Ligure a Sud, dal fiume Tanaro a ovest, dalla Bormida di Spino ad est e dalle alture del Roero a Nord.

In realtà, la denominazione è molto antica ed incerta e può significare terreno incolto, terre dei liguri o lingue di terre. Citato per la prima volta nel 988 d.c. in un documento dell’imperatore Ottone III, il nome della zona ha assunto la valenza geografica attuale nel XVII secolo, quando il vescovo Francesco Agostino della Chiesa scrisse la Descrizione del Piemonte.

Colonizzate dai Romani nel secolo II a.C. e abitate da una popolazione originaria dell’Appennino Ligure, i Langenses, furono per secoli teatro di scontri bellici sanguinosi contro i barbari e tra signorie confinanti. Nel 1713 la regione fu annessa da Vittorio Amedeo II al Regno di Savoia e nel 1796 fu devastata dalle campagne Napoleoniche.

Durante la seconda guerra mondiale le campagne soffrirono l’oppressione dell’occupazione tedesca, a cui si opposero i partigiani, che qui scrissero alcune delle pagine più significative della resistenza. Oggi le Langhe rappresentano un centro pulsante per l’imprenditoria piemontese, soprattutto per quella dedita alla produzione vitivinicola.

Castelli medievali, torri svettanti, chiese sconsacrate, musei ricchi di manoscritti, botteghe artigiane e antiche residenze signorili arricchiscono il paesaggio che già gode del fascino dei vitigni, dell’irruenza dei torrenti e della varietà dei boschi. L’economia locale è basata sul turismo enogastronomico e sulla produzione di vini DOC come il Barolo, il Barbaresco e l’Asti Spumante, oltre che sulla vendita del mitico tartufo.

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